domenica 1 aprile 2018

SITRI

Sitri
Divenuto vivo nel nome della Lussuria, vado portando uomini e donne alla nudità, così che le loro vite possano esser trascinate in un infinito danzare di passioni incontrollate, un eterno ritorno alla primordiale spinta della vita stessa. In quanto principe, governo 60 legioni, e nel mio nome ogni corpo diverrà un inviolabile altare del piacere.
E fu nella disapprovazione del mio essere che vidi in voi il limite stesso del mio divenire, poiché veicolati da restrizioni di principio, avete soppresso per tutta la vostra esistenza la veridicità della vostra persona. Per questa vostra riduzione di abilità, avete giudicato senza neppur conoscere il significato del vostro parlare, condizionando inevitabilmente la sostanza di chi dai vostri occhi veniva divorato. In questo progredire degli eventi, le vittime del vostro scrutare, inesorabilmente, sono andate ad assimilare ogni vostra considerazione, mutando la loro essenza in un'espressione del vostro decidere, divenendo così rappresentazioni di un sé acquisito, obbligatoriamente offerto; e non vi sarà più alcun modo di mutare la sostanza così accresciuta, poiché superato il limite di accettazione, tutto si trasforma in semplice esistenza, un dato di fatto inconfutabile, dal quale non esiste distanza alcuna, nessun grado di separazione, semplicemente, per noi, sarà da sempre esistito e in quanto tale, per sempre parte del nostro vivere, arrivando a cambiare i ricordi e la stessa forma del pensare. In questo continuo confondersi di identità, volute e imposte, reali e fittizie, nelle più profonde segrete della nostra coscienza, una lieve increspatura rimane, leggera si dirama in ogni nostra azione, creando un'invisibile lacerazione, una frattura che nel tempo andrà divenendo voragine nel nostro vivere, ed è questa e in questa, che tutto si andrà riversando, destabilizzando le certezze create, mostrando realtà dimenticate, sepolte in dimensioni dalle quali nulla andrebbe mai evocato, eppure, un qualcosa riesce a risalire dalle profondità abissali della rimozione, un'inconcepibile entità che strisciando va superando gli ostacoli della logica, divorando le fondamenta della ragione e distruggendo gli infiniti dedali del raziocinio, poiché in verità, nulla può opprimere le future possibilità, se non il germe primordiale della nostra persona, quel qualcosa di unico che da sempre è posto come motore primo del nostro più istintivo avanzare, una capacità di intuire ed elaborare al di là delle normali dinamiche dell'apparenza, un senso che va basando le proprie osservazioni su di un mondo che nulla ha a che fare con la materialità di questo apparire, e per questo, ha in sé la capacità di dissolvere la totalità della nostra esistenza. Ed è nel nascere dei vostri sorrisi che ogni cosa va morendo, poiché nel lento dischiudersi dei vostri occhi, ad ogni risveglio, vanno trovando fine i mondi da me costruiti, edificati per compiacere fameliche aspettative in me riposte, ma non da me volute, e per questo, in ogni ombra vado cercando dimora, per nascondere l'irrealtà che mi governa, per incontrare chi come me, è stato spinto al non accettare la propria persona, poiché da voi giudicato inadatto secondo il vostro vedere, o meglio, perché da voi percepito come qualcosa che mai avrebbe potuto coincidere con la realtà da voi auspicata, e dunque, costantemente vessata al punto da tramutare le menzogne in verità, al fine di costringere la nostra esistenza a divenire la vostra pretesa, vuota ed irreale. Ciò che rimane nelle nostri mani, è un senso di divorante vuoto, una sensazione di inadeguatezza che va portando ogni nostra aspettativa in un furioso caos di pensieri, estranee dinamiche di appartenenza, poiché in verità, non apparteniamo più a noi stessi, senza di voi, noi, non esisteremmo più, ed ora, vivi come manifestazione di ciò che avete sempre voluto, siamo qui, sospesi nell'attesa di giudizio, di un sorriso che non farà altro che ucciderci ancora, per far si che tutto possa nuovamente ripetersi all'infinito, poiché non esiste fuga o desiderio che ormai non sia divenuto funzionale a questa ciclicità irreale di realtà, poiché la verità, è che siamo divenuti noi stessi fautori della vostra proiezione, un ridondante tripudio di bisogni di aver bisogno, una complessa e laboriosa attitudine allo svanire.  Del resto, cosa potremo mai essere senza i vostri occhi pronti a guardarci?










2 commenti:

  1. interessante indagine sui personaggi fotografati nel loro contesto caratteriale

    RispondiElimina
  2. Belle composizioni e uso della luce

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.